Quanto costa assumere un dipendente: le voci da conoscere
Quando si valuta un'assunzione, la prima cifra che viene in mente è lo stipendio. Il costo per l'azienda però è più alto: allo stipendio si aggiungono contributi, accantonamenti e mensilità che maturano nel corso dell'anno. Ecco le voci principali.
La retribuzione lorda
È il punto di partenza. Dipende dal contratto collettivo applicato (commercio, turismo, metalmeccanico…), dal livello della mansione e dall'orario: un part-time a 20 ore costa, in proporzione, circa la metà di un tempo pieno.
Il contratto collettivo fissa i minimi. L'azienda può riconoscere di più, ma non meno.
I contributi a carico dell'azienda
Sulla retribuzione lorda l'azienda versa i contributi previdenziali e assistenziali all'INPS e il premio INAIL contro gli infortuni. La percentuale non è uguale per tutti: cambia con il settore, il numero di dipendenti e il tipo di contratto.
TFR e mensilità aggiuntive
Ogni mese l'azienda accantona una quota di trattamento di fine rapporto, che il dipendente riceverà alla fine del rapporto di lavoro.
Molti contratti prevedono poi la tredicesima e, in alcuni settori, la quattordicesima: vanno messe in conto fin dall'inizio, anche se si pagano una o due volte l'anno.
Gli incentivi
Alcune assunzioni danno diritto a sgravi contributivi, per esempio per i giovani, le donne in determinate condizioni o chi è disoccupato da tempo. Gli incentivi possono ridurre il costo in modo significativo, ma hanno requisiti precisi, sia per il lavoratore sia per l'azienda, e cambiano spesso.
Un incentivo applicato senza i requisiti può essere revocato, con la restituzione degli importi. Va sempre verificato prima dell'assunzione.
Da dove partire
Per avere un ordine di grandezza sul tuo caso puoi usare il simulatore dello studio: poche domande su contratto, mansione e orario, e ottieni una stima del costo mensile e annuale con gli incentivi possibili. La stima è preliminare: i numeri definitivi si fissano con il consulente.